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Quo vadis, Domine?

I dialoghi tra la Madonna e la veggente di Montichiari

Preghiera e sacrificio anche fisico. Sono queste le richieste che la Madonna fa alla mistica di Montichiari Pierina Gilli, scomparsa nel 1991.

In “Maria Rosa mistica. Il culto mariano a Fontanelle di Montichiari” (Sugarco edizioni) Stefano Chiappalone riporta quei dialoghi segreti con la Vergine che hanno preso il via nel 1944, dopo l’ingresso di Pierina come postulante nelle suore Ancelle della Carità.

Da queste pagine apprendiamo che l’incontro con la Madonna sarebbe stato anticipato e preparato dalle visioni di suor Maria Crocifissa Di Rosa, fondatrice della congregazione delle Ancelle della Carità, beatificata nel 1940 da papa Pio XII e da lui canonizzata nel 1954.

In diverse occasioni le apparizioni della Vergine e di suor Maria avvengono insieme.

I TRE PECCATI

Il primo ciclo di visioni che si protrae dal 1944 al 1949, è intrecciato a malattie che affliggeranno Pierina. La notte tra il 23 e il 24 novembre 1946 Pierina è in gravi condizioni, quando, accanto a lei, riconosce una suora (Suor Maria Crocifissa di Rosa ndr) e «una bellissima Signora, come trasparente, vestita di color viola e un velo che le copriva la testa e scendeva fino ai piedi di color bianco, teneva le braccia aperte e così si potevano vedere tre spade che le erano confitte al petto in corrispondenza del cuore».

È la beata Maria Crocifissa a rivelarle l’identità della Signora: è la Madonna, che le chiede «preghiere, sacrifici e sofferenze, per riparare i peccati di tre categorie di anime consacrate a Dio: primo per quelle anime religiose che tradiscono la loro vocazione; secondo per riparare il peccato di quelle anime; terzo per riparare il tradimento dei Sacerdoti che si rendono indegni del loro Sacro Ministero».

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LA VISIONE DI GESU’

Nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 1947 Pierina si vede in adorazione del Santissimo e avverte «di essere ripiena di mali in tutto il corpo, tranne le mani. Una voce, ch’io non potevo capire chi fosse, incominciò a darmi spiegazione di quei mali ch’io potevo vedere distintamente come in uno specchio e riflettevano la moltitudine dei mali spirituali che io non mi curavo di guarire. Molti ascessi mi ricoprivano la testa e mi cagionavano fitte dolorose al cervello. “Questo avviene – disse la voce – perché non segui generosamente la volontà di Dio mentre assecondi il tuo giudizio”. Gli orecchi mi doloravano: “è perché non ascolti – continuò – la voce del Signore, specie nella Sacra Meditazione”».

L’INFERNO E LA VERGINE

Infine il 31 maggio la visione dell’inferno: «In mezzo alle fiamme vidi le anime dannate, quasi trasparenti così che si potevano benissimo distinguere le loro vesti e i loro volti», divise in tre categorie corrispondenti alle tre spade confitte nel cuore della Santa Vergine, che le appare l’indomani.

Alle tre e quindici del 1° giugno 1947 Pierina vede la fondatrice e la Madonna. La beata Maria Crocifissa le conferma che le sofferenze patite «sono valse a strappare dal potere del demonio alcune nostre religiose; ne rimane ancora una per la quale sono necessarie ancora preghiere, sacrifici, penitenza», le tre parole chiave di questo ciclo di apparizioni, peraltro incarnate nella vita stessa di Pierina.

ROSA BIANCA, ROSA ROSSA, ROSA ORO

La beata suor Maria Rosa prosegue chiedendo che in ogni comunità tre suore si offrano come altrettante rose: «Prima, Rosa Bianca, e cioè spirito di preghiera per riparare le offese che danno a N. Signore le religiose che tradiscono la vocazione. Seconda, Rosa Rossa, e cioè spirito di sacrificio per riparare le offese che danno a N. Signore le religiose che vivono in peccato mortale. Terza, Rosa Gialla-oro, cioè spirito di immolazione totale per riparare le offese che danno a N. Signore i sacerdoti Giuda, ed in particolare per la santificazione dei sacerdoti. Queste tre rose saranno quelle che faranno cadere le tre spade dai Cuori Ss.mi di Gesù e di Maria».

VESTITA DI BIANCO

Le spade cadono davvero perché il 13 luglio – nel frattempo si registrano altre visite della beata Maria Crocifissa e della «bellissima Signora», che appare vestita di bianco, non più di viola, e quando apre il manto Pierina vede «le tre spade per terra, ai piedi della Madonna, e tra i piedi e le spade vidi delle rose bianche, rosse, gialle, che si diramavano intorno alla Madonna formando una nicchia tutta di rose».

LA DEVOZIONE DI “ROSA MISTICA”

La Madonna qui parla esplicitamente di una «nuova devozione mariana» e chiede «che il 13 di ogni mese – come non pensare a Fatima? – sia una giornata Mariana alla quale siano premesse preghiere speciali di preparazione per dodici giorni».

Maria rinnova l’invito alla riparazione perché «il miracolo più evidente – non quello visibile chiesto da Pierina – avverrà quando quelle anime consacrate, che da tempo e specie nel periodo della guerra si sono rilassate nello spirito, così da tradire la loro vocazione e attirare con le loro gravi colpe castighi e persecuzioni, come avviene attualmente contro la Chiesa, termineranno di offendere gravemente N. Signore e torneranno a rivivere il primitivo spirito dei Santi Fondatori». Sarà poi la stessa santa fondatrice a rivelare il nome della nuova devozione: Rosa Mistica.

FATIMA, BONATE, BRESCIA

Infatti, così si manifesta la Madonna il successivo 6 settembre nella Casa Madre a Mompiano: «Vidi una Signora vestita di bianco con tre rose sul cuore», la quale chiede «che sorga la devozione mariana col titolo di “Rosa Mistica” in tutti gli istituti religiosi». Come promesso, dopo un’ora segue una nuova apparizione in cui la Vergine menziona «Fatima, Bonate (Madonna delle Ghiaie ndr) e Brescia. Fatima dove venni per la santificazione del mondo intero e per la conversione dei peccatori. Bonate, per la santificazione delle famiglie cristiane. [A] Brescia vengo per la santificazione delle anime religiose».

LA VISIONE NEL DUOMO

Al 16 novembre 1947 risale la prima apparizione nel duomo di Montichiari: «Alzai gli occhi dal libro che tenevo tra le mani e vidi, molto in alto, in mezzo ad una grande luce la Madonna, biancovestita “Rosa Mistica”, che stava come in [un] giardino trapuntato di innumerevoli rose bianche, rosse e gialle che formavano come [un] immenso meraviglioso tappeto fiorito».

La Madonna dice che «Nostro Signore, il Mio Divin Figlio Gesù, è stanco di ricevere grandi offese dagli uomini per i peccati contro la santa purità» e chiede a Pierina di tracciare con la lingua una croce «in segno di purificazione» sopra quattro mattonelle del duomo che vengano poi racchiuse a ricordo della sua visita al fine di preservare il luogo consacrato dalla presenza della Vergine, mentre a Bonate – ed è la seconda volta che la Madonna torna a parlarne – «Gesù ha ritirato le sue grazie perché quel luogo consacrato anziché essere meta di preghiera è stato profanato ed è divenuto peste di peccati contro la purità e si nega la realtà della mia presenza ».

CON I PASTORELLI DI FATIMA

Alla vigilia dell’Immacolata Concezione, il 7 dicembre, la Vergine è accompagnata da Francesco e Giacinta di Fatima e annuncia: «Domani farò vedere il Mio Cuore immacolato che dagli uomini è poco conosciuto. A Fatima feci diffondere la devozione della consacrazione al Mio Cuore. A Bonate cercai di farlo penetrare nella famiglia cristiana. […] Invece qui a Montichiari desidero che la devozione già accennata “Rosa Mistica” unita alla devozione al Mio Cuore venga approfondita negli Istituti religiosi affinché le anime religiose attirino grazie più abbondanti dal Mio materno cuore».

COME A LOURDES

Le apparizioni a Montichiari culminano l’8 dicembre 1947, solennità dell’Immacolata Concezione. Durante la preghiera del Rosario, come già nelle precedenti occasioni, Pierina sente l’impulso a recitare il salmo Miserere, accompagnata anche dai numerosi presenti.

Appare una grande scala bianca, con i lati ornati da rose bianche, gialle e rosse, alla cui sommità la Madonna biancovestita si presenta come a Lourdes: «Io sono l’Immacolata Concezione» e poi ancora: «Io sono Maria di Grazia, Madre del Divin Figlio Gesù Cristo. […] Per la mia venuta a Montichiari desidero essere chiamata “Rosa Mistica”».

La Madonna quindi annuncia l’Ora di grazia universale, ogni 8 dicembre a mezzogiorno, legando a questa pratica «numerose grazie spirituali e corporali» e chiedendo di riferirne al Santo Padre Pio XII. «Quelli che non potranno portarsi nelle loro Chiese, pur restando nelle proprie case a mezzogiorno, pregando, otterranno da me grazie».

E così avvenne che diverse persone ricevettero grazie. Ma da allora inizio’ un braccio di ferro tra Pierina e la Curia che non credeva alle visioni. Al punto da vietarle di indossare l’abito di suora. Furono anni di umiliazioni per la donna, che si protrassero fino al 1966 quando tornò a vedere la Madonna per quattro volte. Il 17 aprile di quell’anno la Vergine consacrò una fonte a Fontanelle di Montichiari Da allora molti ammalati hanno trovato in quell’acqua la guarigione proprio come avviene a Lourdes.

LE INDAGINI DELLA CHIESA

Le prime indagini su Pierina iniziano subito dopo la grande apparizione nel duomo di Montichiari dell’8 dicembre 1947.

In quel periodo la mistica venne trattata da isterica, sottoposta a esami e domande invasive, subendo persino l’umiliazione di vedersi togliere l’abito di postulante, infine confinata lontano da casa e sotto falso nome.

Durante il secondo ciclo di apparizioni il vescovo di Brescia, mons. Luigi Morstabilini, preferì non fare ulteriori indagini né riesaminare i precedenti processi.

Chi invece sosteneva l’autenticità delle apparizioni era il confessore di Pierina, padre Moratti, che stese una serie di relazioni positive, presentate nel 2000 al nuovo vescovo di Brescia, mons. Giulio Sanguineti. Sarà proprio mons. Sanguineti nel 2001 ad autorizzare il culto di “Rosa Mistica” a Fontanelle, pur senza far riferimento alle apparizioni. Disposizioni poi confermate dal suo successore mons. Luciano Monari, che ha approvato un apposito direttorio nominando un delegato per il culto a Fontanelle nella persona del cancelliere vescovile mons. Marco Alba.

IL “VIA LIBERA” AL CULTO DI “ROSA MISTICA”

In altre parole, a Fontanelle si va a pregare Maria, invocandola col titolo antichissimo di Rosa Mistica, a prescindere che sia apparsa o meno a Pierina – il che è in fase di studio e approfondimento – la cui esperienza spirituale, indipendentemente dalla veridicità o meno delle apparizioni, costituisce se non altro un prezioso contributo all’approfondimento di tale titolo mariano e un esempio per vivere la devozione alla Madre di Dio.

Fonte: Gelsomino Del Guercio

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